Da quanti anni allevate Pappagalli?

Riccardo

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Io sono almeno 20 anni.
Ho iniziato con le cocorite poi un amazzone e un ara, questi 2 da imbecco.
 
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Io in modo continuativo dal 2003...ma prima abitando con i miei genitori, ho sempre avuto cocorite, canarini ecc. per casa. Da piccola avevamo in casa una gabbia con dentro diverse specie di uccelli....anche uno stupendo uccello del paradiso. Poi mia madre ha salvato una Coco dalle fauci del mio cane e da lì è stato amore per questa specie in particolare..
 
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Io non ho mai allevato in senso stretto.
Nel 2010 Cippy è piombata per caso nella mia vita e da allora per 13 anni ho avuto un nucleo famigliare pennuto e colorato. Gli anni più felici della mia vita.
 




Eh.. Bella domanda.. anni direi più o meno 20/25.. Ho iniziato con cocorite e Calopsite per poi nel tempo arrivare ad Conuri, ara, amazzoni e cenerini. Poi sono passato a Diamanti di Gould, cardellini e usignoli del Giappone. Ora non allevo nulla, ma ho comunque una femmina di gufo reale africano che vive con noi.
 
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Come sono i gufi? Niente a che vedere con i pappagalli giusto?
I rapaci sono animali eccezionali che ti danno davvero tante soddisfazioni e sono spettacolari nel volo e nella caccia.. Per la gestione sinceramente sono più semplici secondo me. Come prima cosa sporcano molto meno e poi mangiano una volta al giorno cibo surgelato. Quindi niente semi in giro e problemi con topi.. questi ultimi se entrano in voliera non fanno una bella fine. La differenza grossa con i pappagalli è che devi tenere controllato il peso per volo e muta, per il resto è tutto molto simile.
 
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I rapaci sono animali eccezionali che ti danno davvero tante soddisfazioni e sono spettacolari nel volo e nella caccia.. Per la gestione sinceramente sono più semplici secondo me. Come prima cosa sporcano molto meno e poi mangiano una volta al giorno cibo surgelato. Quindi niente semi in giro e problemi con topi.. questi ultimi se entrano in voliera non fanno una bella fine. La differenza grossa con i pappagalli è che devi tenere controllato il peso per volo e muta, per il resto è tutto molto simile.
Bellissimi. Ma una domanda...mai avuto problemi con il rientro dal volo? Mai tentato di "darsi alla fuga"? Ho conosciuto una persona che in questa maniera, gli è scappato un'ara...
 
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Bellissimi. Ma una domanda...mai avuto problemi con il rientro dal volo? Mai tentato di "darsi alla fuga"? Ho conosciuto una persona che in questa maniera, gli è scappato un'ara...
Con il rientro no, solo 2 volte per colpa di cani lasciati liberi dai padroni in proprietà privata è volata su un albero ed è scesa dopo mezz'ora da sola.. Io sono abbastanza tranquillo, ma le metto sempre la telemetria alla zampa per poterla ritrovare in caso di fuga. Tieni presente che comunque i notturni sono abbastanza stanziali, quindi per difesa non scappano via, ma volano su un ramo alto e restano li.. Per questo occorre tenere sotto controllo il peso.. Ho conosciuto molte persone che fanno volare pappagalli come le ara, ma non prendono precauzioni come telemetria o gps. I pappagalli è risaputo che sono ottimi volatori e viaggiatori. Nel giro di pochi minuti possono allontanarsi di km..
 
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Io ti consiglio se sono amici stretti no o se vuoi puoi venderli a coppie tra amichetti / fidanzati o non li vendere se ci tieni
Mai vendere i propri uccelli a coppie, sono, di solito consanguinei, e pertanto non devono riprodursi. Se vuoi venderli, metti un annuncio ad esempio su Subito, e assicurati che le persone siano persone che conoscano come allevarli. Mai agli inesperti e per quello che mi riguarda, mai come regalo per i bambini. Non sono giocattoli.
 
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@Alp_Vampire da quello che ho capito i rapaci volano solo per cacciare giusto e mangiare giusto? Se non devono mangiare stanno fermi...
Ni, nel senso che i notturni sono più pigri rispetto ai diurni, infatti fanno caccia di appostamento, ovvero si appostano in zone alte come rami o tetti e quando avvistano la preda spiccano il volo per cacciarla. I diurni invece tendono a volare molto di più e difficilmente si appostano.. Nei diurni poi ci sono rapaci di alto volo e basso volo, ma questa è tutta altra storia..
 


(chi legge si metta comodo e mi scuso per la lunghezza. Spero solo di non annoiarvi)

Ciao Clo e ciao Riccardo, Aol65 e Alp_Vampire.E ciao a tutti gli altri del forum.

Come gia’ da un po’ di estati , anche in questa mi e’ venuta una mezza idea, ma neanche tanto mezza, di avere due cocorite. Le volevo per riprendere una piccola passione che avevo da bambino. Abito a Torino e cosi’ la prima settimana di agosto, nella speranza di trovarlo ancora aperto, sono andato in un negozio/allevamento di cui avevo letto tante belle parole riguardo alla qualita’, varieta’ e quantita’ dei loro uccellini e pappagalli.“Chiusi per ferie. Riapriremo il 21 agosto”. Vi risparmio cosa ho detto dopo aver letto il cartello. Nei giorni successivi ho pensato: “Vabbe’, sin che aspetto che riapra, vado un po’ a vedere in internet e cerco di informarmi su come tenerle, sull’alimentazione e quant’altro mi serva per poterli curare al meglio.

L’avrete gia’ capito da soli: tempo pochi minuti di navigazione, son finito su cocoriti.com e da li’ non me ne sono piu’ andato. Ho salutato per prima Clo perche’ e’ appunto la prima che ho “conosciuto”, nel senso che ho letto le sue varie schede, gli approfondimenti , poi sono andato nel forum e...apriti cielo. Anzi, piu’ che cielo mi si e’ aperto davvero un mondo: di consigli, suggerimenti, regole, problemi e problematiche di questi esserini tanto simpatici. Insomma: ho capito che nel forum avrei trovato tutte le risposte ai miei dubbi e domande su come allevarle e su cosa han veramente bisogno. E cosi’ ho cominciato a leggere i vari post, mi son sciroppato un bel po’ di pagine di discussioni poi alla fine mi son detto: sai che c’e’? Tanto tutta ‘sta roba mi e’ utile: parto dal fondo e mi leggo tutte le pagine delle discusssioni. O almeno, tutto quello che so che ora o a breve potrebbe servirmi sapere.

Leggo, leggo, leggo e figurati, la voglia di cocorite e’ cresciuta in maniera esponenziale.Ho voluto anche farmi del male e rincarare la dose andando a vedere piccoli video e/o foto.
Son arrivato al punto che stavo facendo la conta dei giorni che mancavano a quel dannato 21 agosto.
La decisione ormai era presa: una coppia di cocorite, varieta’/colore/mutazione non mi interessava particolarmente. Tanto son tutte belle. In realta’, guardando le diverse varieta’ e colori, ce ne era un tipo che mi piaceva piu’ di altre: la Rainbow.
L’importante pero’ era avere una coppia.
E avevo gia’ scelto il nome, indipendentemente da come sarebbe stato il loro colore e aspetto: Ettore e Anita.

-continua-
 


Lunedi’ 21 agosto.

“Ciao, io volevo prendere due cocorite”. “Si’, ciao, ti faccio parlare con mio figlio cosi’ te le fa vedere”. Parlo col figlio e lui mi chiede: “Sai gia’ cosa vuoi? Hai qualche richiesta particolare?”. “Voglio una coppia. Questo sicuro. E mi piacerebbe, se al momento ne avete, che fossero giovani“ e lui mi fa, “Ah ma guarda che qui tutte quelle che abbiamo al massimo hanno un po’ piu’ di un anno”. “Ah bene” e poi aggiungo, ma con poca speranza, “Non so se le avete, pero’ mi piacerebbe una Rainbow”. “Se vuoi una Rainbow sono di qua” e mi porta nell’altra stanza. In una gabbia ci son due Rainbow, molto carine, dai colori pero’tenui. Sotto c’e’ un’altra gabbia con una sola cocorita, sempre Rainbow.

Sbam. Amore a prima vista. L’ho guardato pochi secondi e l’ho trovato da subito bellissimo.
O meglio: quella era la mia cocorita.

“Voglio quella, e’ maschio vero? “ “Si “. “Allora cerchiamo la femmina da mettergli insieme”.
Mi porta nell’altra stanza, ce ne erano talmente tante che gli ho detto:
” Senti, sceglimela tu.Scegli magari una delle piu’ giovani che hai e quella che tu ritieni piu’ bellina”.
E cosi’ Lorenzo, il figlio del proprietario, ha scelto Anita.
Una ancestrale piu’ minuta e piccolina di Ettore, dovuto anche all’eta che ha.

Potrei andare avanti a raccontarvi l’arrivo a casa, la fatica che ho fatto, in quanto io completamente idiota, a capire come andavan montate le mangiatoie. Ma ero talmente in uno stato di agitazione/contentezza che manco ci fosse stato il foglio di istruzioni avrei capito al primo colpo come montare ‘ste cazzo (ops!) di mangiatoie.
(che poi era davvero semplice da capire ma io in quel momento in testa avevo solo di montare la gabbia il piu’ velocemente possibile per poter liberare Ettore e Anita dalle scatolette di cartone in cui erano state messe per il viaggio).

Potrei raccontarvi tutte queste cose e altri piccoli aneddoti di questi primi giorni ma invece vi ho scritto perche’ volevo condividere con voi quello che e’ successo il giorno dopo, martedi’.
Di sicuro leggendo sorriderete perche’ sara’ capitato anche a voi di assistere a tale comportamento. O comunque ne avrete letto, come ne ho letto io in un po’ di discussioni sul forum.
Ma vi assicuro che assistere in diretta/live a cosa e’ successo tra Ettore e Anita e’ stato divertentissimo, oltre che impagabile. Davvero.
Ho visto la pratica di quello che per me fino a quel momento era stata teoria.
Ho visto l’effettiva realta’ di cui avevo solo letto.
E mi ha fatto capire cosa mi potranno dare in futuro questi due disgraziati se continuero’ ad osservarli e a farli stare bene.

-continua-
 


Martedi’ 22 agosto.

Mi son svegliato verso le 7:30 e loro erano ancora li’ sul posatoio dove erano stati tutto il giorno precedente.

E’ stato un trauma l’essere tolti dalle loro gabbie del negozio, il viaggio verso casa, l’inserimento nella nuova gabbia, l’ambiente circostante del tutto inedito e silenzioso rispetto al negozio dove c’era invece un cinguettio rumoroso, chiassoso , vivace e costante; poi io stesso,la mia figura, la mia faccia, la mia voce, i rumori della casa.
Infatti il lunedi’ pomeriggio e poi la sera non si sono spostati di una virgola, son rimasti sempre li’, sulla stesso posatoio, stessa posizione, vicini, immobili e silenziosi.

Martedi’ mattina quindi mi alzo e mentre mando avanti la giornata casalinga, cerco il piu’ possibile di stare con loro e vedere come si comportano, cosa fanno, se mangiano.
Insomma: riusciro’ a vederle muovere e cinguettare ‘ste due cocorite visto che ieri sembravano due statuine dipinte a mano?

Inizia la giornata anche per loro ed Ettore , come neanche il miglior donnaiolo che possiate conoscere, ha cominciato a baccagliare di brutto Anita. Ma di brutto, eh!
E la sua tecnica era sempre la solita: due tre passetti verso Anita gonfiando il petto e camminando ciondolando un po’ sulle zampine, due tre passi appunto sino ad arrivare ad Anita.
A quel punto, col petto sempre piu’ gonfio, manco si chiamasse Hulk, comincia a spingere contro il petto di Anita, poverina, che lo guarda ma non dice niente; Ettore si appoggia sul suo petto e comincia a fissarla.
Minuti minuti minuti. Forse addirittura una decina. Senza smettere neanche per un secondo.
E continua a guardarla dritta negli occhi e Anita che fa lo stesso.
Poi, in maniera neanche tanto dolce e un po’ rude , le sferra un bacio. Ma non un bacetto di quelli dolci e teneri.
No, diciamo pure un bacio di quelli dove noi umani ci mettiamo pure la lingua, e forse anche Ettore ce l’ha messa la lingua.
Al che Anita si infastidisce, “mugola” (passatemi il termine) un pochino con tono acuto alzando pero’ il volume della voce e lo respinge, facendolo indietreggiare di qualche passetto.
Ettore rimane un attimo interdetto, poi ricomincia: petto in fuori, sempre bello tronfio, si riavvicina ad Anita, petto contro petto, minuti di sguardi intensissimi, bacio di nuovo con la lingua, e lei che lo respinge.
Avanti cosi’ , vi giuro, per ore. Si’, certo, con qualche pausa ma tanto poi Ettore tornava sempre alla carica.

Lui aveva davvero un atteggiamento che era un miscuglio di tanti “tipi umani “ che noi osserviamo nella vita di tutti i giorni:
l’arrogantello/sbruffone saccente e piacente, il bulletto del quartiere, il fighetto pieno di soldi .
Tutti tipi che sanno di essere belli, si piacciono e sanno di piacere e quindi ritengono che ogni femmina sia loro e/o debba irrimediabilmente cadere ai loro piedi.
Del tipo “Oh bellezza, sto arrivando. Mica vorrai essere l’unica a dirmi di no?”.
A me e’ venuta anche in mente l’immagine del tipo in jeans, maglietta bianca, pacchetto di sigarette arrotolato nella manica che non va tanto per il sottile con le donne.
Che il corteggiamento lo ritiene una inutile perdita di tempo.E vuole andare subito al sodo.

E quindi anche Ettore continua con questi baci da vero macho che vengono immancabilmente respinti. Solo a volte, forse per sfinimento, Anita gliene da’ uno in cambio. Ma piccolo piccolo. E sembra pure senza tanta voglia. Quasi come a dargli un contentino.
Almeno si calma, ‘sto sbruffone arrogante.
E avanti avanti avanti cosi’.Sino al pomeriggio.

Forse Ettore era stanco di questi approcci che cadevano nel vuoto. Forse voleva far capire ad Anita chi dei due comandava. Forse non ce la faceva piu’ ed era ormai ingrifato a bestia.
Fatto sta che non solo approccia Anita col bacio ma cerca e comincia anche a metterle la zampina addosso, in quella zona del corpo tra l’ala e il petto o a volte proprio solo contro l’ala.
Anita quando sente, oltre al bacio, pure la zampetta di Ettore su di se’, strilla come una matta e lo becca piu’ volte facendo letteralmente volare via Ettore. Che va a posarsi sul posatoio di fronte . Qualcbe minuto, forse per riprendersi o forse stara’ pensando, Adesso a quella le faccio vedere io, e poi torna all’attacco.
Solita tecnica: petto gonfio, camicia aperta che si vedono tutte le piume sotto, collisione petto contro petto, sguardi penetranti , bacio , zampetta sul corpo di Anita, che se prima era arrabbiata, ora si incazza sul serio. E gliele suona di nuovo facendolo volare dall’altra parte della gabbia.
“Ah si’? Adesso ti sistemo io”, crede quel cretino di Ettore.
Torna per la terza volta, mette di nuovo la zampetta addosso alla signorina e stavolta Anita gli da’ una legnata.
Davvero. Una legnata.
Lui si riprende dopo un attimo, sembra mezzo stordito, si guarda intorno e poi va a mangiare, cosa che non gli avevo ancora visto fare da quando l’avevo portato a casa.

E adesso come va tra Ettore ed Anita?

Al mattino quando si svegliano, dopo essersi sgranchiti gli arti e sistemati i capelli e gli indumenti, si danno dei bacetti molto dolci e teneri: a volte e’ Ettore a cominciare, altre volte Anita.
Si sbaciucchiano teneri teneri, poi pero’ quando Ettore gliene da’ uno un po’ piu’ deciso lei “mugola” un pochino, gli da’ una leggera beccatina
come a dirgli, Fai piano, e poi tornano a baciarsi dolcemente e delicatamente.

La zampetta Ettore non si e’ piu’ sognato di appoggiargliela addosso. Anita non ha mai piu’ strillato.

Credo che se potessimo tradurre in italiano il loro linguaggio vocale e del corpo, il discorso che Anita ha fatto ad Ettore dopo la legnata mega sarebbe piu’ o meno questo:

“Ettore, tu sei molto bello e mi piaci. Mi piaci anche tanto ma io non voglio bruciare le tappe, voglio andarci piano, sono ancora giovane e vorrei prima conoscerti meglio. Sono un po’ all’antica e quindi vorrei che tu mi corteggiassi , ti prendessi cura di me facendomi vedere che mi vuoi veramente bene. Tu a me piaci ma voglio aspettare, non mi sento ancora definitivamente pronta.
Ma se staremo insieme e continueremo a volerci bene, vedrai che poi la zampetta te la faro’ appoggiare su di me…..”.

Insomma, tutto questo sproloquiare ed annoiarvi solo per condividere con voi l’estrema gioia di avere Ettore e Anita con me.
Ne sono sicuro, sara’ come un viaggio, spero lungo.
Non so bene dove mi portera’ ma so gia’ che mi dara’ tante piccole soddisfazioni, felicita’ ed emozioni come quella alla quale ho potuto assistere e vi ho raccontato.
Intanto vi saluto, spero di leggervi e vi ringrazio per la pazienza. Marco
 

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Ci ho messo un po' per leggere tutto ma devo dire che mi hai emozionato. Io ho le voci da 8/9 anni e ognj giorno mi perdo a guardarle mentre fanno la loro vita. Sono animali intelligenti e soprattutto tanto furbi ahahahah.
 
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